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La situazione attuale dell'Accreditamento Professionale

criticitàNell'articolo L'accreditamento Professionale...in teoria sono stati identificati gli elementi che, a livello teorico, caratterizzano questo tipo di percorso. Ma qual è la situazione attuale?

Un interessante contributo di Nino Cartabellotta, pubblicato su Il Sole 24 ORE Sanità nel gennaio 2012, dal titolo Accreditamento Professionale: incalzante necessità o irraggiungibile miraggio? sintetizzava molto bene alcuni aspetti critici su questo tema quali:

  • Scarso gioco di squadra fra i diversi interlocutori istituzionali che dovrebbero avere un ruolo attivo e partecipativo nel portare avanti interessi comuni e non di settore. Tra gli interlocutori cita gli Ordini e i Collegi, le Scuole di specializzazione, le Aziende sanitarie, i Sindacati e gli Organismi centrali.
  • Significativo ed evidente gap con i modelli di accreditamento professionale internazionali, quando si parla di misurazione delle competenze professionali, che devono avere una forte integrazione con le strategie di valorizzazione del capitale umano, visto realmente come risorsa, con la formazione continua e con lo sviluppo professionale.
  • Assenza in Italia della revalidation intesa come periodico mantenimento dell'abilitazione all'esercizio professionale.

squadraA queste considerazioni sono seguiti, più recentemente, altri spunti interessanti da parte di Riccardo Tartaglia (Direttore del centro Gestione Rischio clinico e Sicurezza delle Cure della Regione Toscana) che ha segnalato con grande chiarezza, in un articolo pubblicato su Quotidiano Sanità (8/10/2012), l'importanza dell'equivalenza delle competenze in ambito chirurgico che non devono essere solo di tipo tecnico ma anche non tecniche (sapere lavorare in team, avere capacità comunicative e leadership).

La complessità crescente dell'attività clinica non può dipendere da una sola persona ma deve svilupparsi verso un concetto di squadra di Professionisti di alto livello in grado di operare con uguali capacità e abilità per garantire qualità e sicurezza nelle cure.

Interessanti le due proposte che aprono sicuramente orizzonti più chiari e logici nel prossimo futuro sempre che esista la volontà da parte di tutti di procedere in tale senso:

  • Prevedere nei contratti dei Capi precise clausole sul dovere, pena il rinnovo del contratto, di formare e qualificare, in un tempo prestabilito, un numero di Chirurghi equivalenti.
  • La certificazione volontaria della casistica operatoria da parte di istituzioni indipendenti (la certificazione del Bilancio professionale); sarebbero gli stessi chirurghi a richiedere la certificazione presentando la loro casistica degli ultimi due o tre anni, secondo modalità condivise con la propria Società scientifica (in questo caso si potrebbe dare una risposta alle considerazioni di Nino Cartabellotta sulla mancanza della revalidation periodica).

Recentemente, la PA di Bolzano ha deciso di definire, in accordo con alcune società scientifiche, un modello di certificazione delle Chirurgie oncologiche in cui sono state stabilite:

  • soglie di struttura per singole patologie
  • soglie professionali previste per singolo Chirurgo
  • griglie di indicatori di percorso di ogni paziente
  • Tumor Boards per favorire collaborazioni fra Professionisti coinvolti e afferenti alle varie specialità cliniche

miglioramentoQuesta decisione rappresenta un ottimo esempio che risponde in parte ai rilievi di Nino Cartabellotta e Riccardo Tartaglia enunciati precedentemente dove le scelte politiche coraggiose da parte delle Istituzioni, il coinvolgimento degli attori, l'attenzione equilibrata agli aspetti economici hanno come obiettivo principale il miglioramento della qualità delle cure e della sicurezza dei processi per poi tendere al miglioramento del tasso di sopravvivenza della popolazione per quanto riguarda le patologie oncologiche.

E' importante notare come in tutte le esperienze relative alla certificazione dei sistemi di gestione per la qualità, alla certificazione di servizio e, in buona parte, ai modelli di accreditamento istituzionale la valutazione finale è prevalentemente a carico di Enti terzi ed indipendenti; solo recentemente nei percorsi di accreditamento professionale è emersa, da parte delle Società scientifiche, la medesima esigenza.

Per continuare a confrontarsi sulla situazione attuale dei percorsi di Accreditamento Professionale e discutere della decisione della PA di Bolzano, visita la sezione FORUM e lascia un commento.

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