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Cos’è la legge n. 4/2013

legge 4 2013 professioni no albi collegiIn Italia, dal 14 gennaio 2013, è entrata in vigore la legge n.4/2013 che regolamenta le professioni non organizzate in albi o collegi. Tale legge è sicuramente molto interessante ed apre nuovi importanti orizzonti e riconoscimenti a quelle professioni che sono presenti sul mercato, richieste da esso ma non riconosciute né valorizzate come dovrebbero essere.


La legge costituisce una svolta di grande rilievo, sia a livello nazionale sia internazionale, dato che ha implicazioni e ricadute anche a livello Europeo.

La legge n.4/2013 introduce una serie di novità ed implicazioni che riguardano in modo pressante le Associazioni a cui fanno capo queste figure professionali, definendone caratteristiche organizzative e strutturali di forte impatto, tra cui la certificazione ISO 9001 delle associazioni stesse (certificazione che ha carattere volontario ma che costituirà un importante fattore di differenziazione sul mercato). È importante fare chiarezza sul fatto che la legge n.4/2013 produce principalmente effetti sulle Associazioni, che sicuramente ricadranno in termini positivi sul professionista e sul mercato di riferimento, ma comunque saranno le Associazioni le prime a dovere attivare una serie di azioni di allineamento.

La legge n.4/2013 introduce tuttavia il concetto di certificazione del professionista in accordo alla norma di accreditamento ISO 17024. Questa norma non è una norma di certificazione, quindi i professionisti non si certificano a fronte della ISO 17024, bensì della norma specifica relativa alla propria professione. La ISO 17024 riguarda gli enti di certificazione ed è quella che definisce le regole che gli stessi enti devono rispettare per certificare le persone, quindi il professionista. La legge n.4/2013 stabilisce che l'ente di certificazione sia accreditato dall'organismo nazionale di riferimento, ACCREDIA che funge da garante del corretto operare degli enti di certificazione.

Quali professioni sono escluse?

La legge n.4/2013 (articolo 1 secondo capoverso) dettaglia e precisa l'ambito in cui opera; ovvero sono escluse le professioni riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciale e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.

In ambito sanitario questo implica che non è possibile creare una figura professionale che si sovrapponga anche solo in minima parte ad una professione già regolamentata e quindi riservata ad esempio ai medici o agli infermieri.
Ad esempio a Giugno 2013 UNI ha pubblicato la norma UNI 11492: requisiti di conoscenza, abilità e competenza della figura professionale dell'Osteopata.

All'interno della stessa vi era una declinazione che riportava un riferimento diretto ad attività riservate ai Fisioterapisti, di conseguenza a Novembre 2013 l'Associazione AIFI dei Fisioterapisti ha formalizzato un atto di diffida e intimazione affinché venisse eliminata la declinazione o ritirata la norma.
Ovviamente, verificata la legittimità di tale atto, UNI ha provveduto a modificare e riemettere la norma che è attualmente in pubblica udienza.

Con qualche eccezione...

Questo però non significa che una professione regolamentata non possa richiedere ad UNI una norma specifica di dettaglio di una "sotto-declinazione" della professione riservata, a patto che questo avvenga da parte di una Associazione rappresentativa e soprattutto che ne sia dimostrato un pubblico beneficio. Questo passaggio è molto delicato ma è tecnicamente possibile e vi sono già varie iniziative che porteranno a tale richiesta all'UNI.

Se volete saperne di più...

In base ad alcune linee di indirizzo di UNI e di ACCREDIA, un Professionista che vuole essere in linea con i requisiti della legge n.4/2013 deve essere certificato da un Ente con riferimento alla norma specifica della sua professione, ad esempio UNI 10801 per gli amministratori di condominio; a sua volta, l'Ente deve essere accreditato da ACCREDIA secondo la norma ISO 17024.
Questo significa che l'accreditamento presso ACCREDIA non è di per sé significativo se non è riferito alla norma specifica relativa alla professione di interesse.

Ad esempio se l'ente è accreditato ISO 17024 per la certificazione degli esperti in gestione dell'energia secondo la norma UNI 11339, non significa che possa certificare anche i security manager secondo la UNI 10459. L'ente dovrà richiedere l'estensione di accreditamento anche su questa norma specifica altrimenti la certificazione non ha validità ai sensi della legge n.4/2013.

Attenzione che la legge n.4/2013 ha una correlazione diretta con il Decreto Legislativo n.13 del 2013 che dispone in materia di "prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali ed informali e degli standard minimi di servizio del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze". Con tale provvedimento il Governo ha esercitato la delega contenuta nella Legge n.92/2012 sulla riforma del lavoro (c.d. Legge Fornero) ove si fa uno specifico riferimento al ruolo che deve essere riconosciuto, nella certificazione degli apprendimenti, agli Organismi accreditati da ACCREDIA.
All'articolo 4 (5° capoverso) della stesso Decreto, viene riportato "ferme restando le disposizioni di cui al presente Decreto e di cui ai regimi di autorizzazione o accreditamento degli Enti Pubblici titolari, gli Enti titolati, per l'erogazione di servizi di Certificazione delle competenze in conformità alle norme tecniche UNI in quanto applicabili, devono essere in possesso dell'accreditamento da parte dell'organismo Nazionale Italiano di Accreditamento" (ACCREDIA).

Quindi se passa l'interpretazione più stretta e di maggior rigore, in presenza di norma UNI, gli Enti titolati possono certificare solo sotto accreditamento.

Occorre tuttavia ricordare che un Ente, prima di richiedere l'accreditamento a fronte di una norma specifica, deve avere già certificato un certo numero di persone (e questo avviene in assenza di accreditamento) ma è importante che nell'arco di un semestre proceda all'accreditamento ed a quel punto i certificati emessi verranno riemessi con logo di ACCREDIA dato che l'accreditamento ha effetto retroattivo.

La legge n.4/2013 specifica in modo molto dettagliato che il professionista può certificarsi anche se non iscritto ad una associazione, ma ovviamente è fondamentale che il suo operare sia coerente ed in linea con lo spirito della legge stessa.

La legge n.4/2013 definisce inoltre che le associazioni dialoghino con UNI per la definizione delle norme specifiche.

Chi si è distinto in questo campo...

KIWA CERMET data la propria esperienza a livello internazionale (Kiwa è leader a livello mondiale con quasi 40.000 persone certificate) consolidata in più di 13 anni di attività svolta sotto accreditamento ISO 17024, ha attivato una divisione italiana per supportare al meglio i Professionisti e le Associazioni.

I servizi erogati da KIWA CERMET nell'ambito della certificazione delle persone sono:

  • Certificazione di qualità in accordo alla ISO 9001 per le associazioni, come suggerito dalla legge n.4/2013
  • Certificazione ISO 29990 per le associazioni che erogano servizi per l'apprendimento relativi all'istruzione e alla formazione non formale in riferimento alla legge n.13/2013 (decreto Fornero)
  • Supporto alle associazioni per la richiesta ad UNI di emissione di una norma specifica, ove non presente, ed eventuale ulteriore supporto per la creazione di una proposta di norma in accordo alla Guida CEN 14, come suggerito dalla legge n.4/2013
  • Qualifica dei corsi e dei docenti per le attività formative non formali finalizzate alla certificazione delle professioni o delle competenze come richiamato dalla legge n.13/2013
  • Supporto giuridico riguardo al codice di condotta e allo sportello per il consumatore, come definito nella legge n.4/2013
  • Certificazione dei professionisti, delle persone e delle competenze secondo norma UNI, EN, ISO o secondo norma proprietaria.

 

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