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L’ABC dei Percorsi Assistenziali

percorso-assistenzialeDa metà degli anni '90 il tema dei cosiddetti percorsi è diventato di crescente interesse per istituzioni, aziende, professionisti, associazioni di pazienti, imprese fornitrici e ricercatori. Molti sono gli approcci adottati e diversi sono i contributi sviluppati. I termini percorso assistenziale o clinico-assistenziale, percorso di cura, percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (PDTA) sono tutti sinonimi ed indicano il macroprocesso che corrisponde all'intera gestione di un problema di salute.

Un PDTA può anche essere definito come un piano multidisciplinare e multiprofessionale, elaborato per una specifica categoria di pazienti, che identifica la sequenza di azioni/attività da effettuare al fine di conseguire la miglior efficacia ed efficienza possibile in uno specifico contesto locale (Auder et al, 1990; Woolf, 1990; Shekim, 1994; Canadian Medical Association,1995; Pearson et al, 1995; Perkin, 1996; Wall e Proyect,1998). Alla luce dei principi della Evidence Based Medicine, il PDTA costituisce lo strumento finalizzato all'implementazione delle raccomandazioni scientifiche di buona pratica clinica, risultando in buona sostanza dall'integrazione di due componenti: le raccomandazioni cliniche delle linee guida (LG) di riferimento e gli elementi di contesto locale in grado di condizionarne l'applicazione. In tal senso il PDTA rappresenta la contestualizzazione, l'adattamento locale delle Linee Guida (A. Cartabellotta 2008).

Schema esemplificativo di un Percorso AssistenzialeI PDTA possono quindi essere considerati strumenti locali di governo clinico che permettono alle Aziende Sanitarie di delineare, rispetto ad una patologia od un problema clinico, la migliore sequenza temporale e spaziale possibile degli interventi da effettuare per risolvere i problemi di salute di una tipologia di pazienti, sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche ed in relazione alle risorse organizzative, professionali e tecnologiche disponibili. Per questo motivo, si possono considerare linee guida clinico-organizzative. La strutturazione di un percorso, coordinata da esperti di Governo Clinico, permette di valutare l'appropriatezza degli interventi rispetto alle linee guida di riferimento ed alle risorse disponibili, di misurare l'adeguatezza delle attività svolte rispetto agli obiettivi esplicitati, consentendo inoltre il confronto (benchmarking) e la misurazione della qualità delle attività in funzione del miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza delle prestazioni assistenziali. 

La scelta di utilizzare l'espressione di percorso diagnostico terapeutico assistenziale è dovuta principalmente ai termini diagnostico, terapeutico ed assistenziale che sottolineano la presa in carico complessiva - dalla prevenzione alla riabilitazione - della persona che ha un problema di salute e che frequentemente richiede il contributo di più attori, con interventi multiprofessionali e multidisciplinari rivolti ai diversi ambiti clinico - assistenziali che costituiscono le tappe del processo di cura. Inoltre, il termine percorso, più di altri termini, rende ragione sia dell'esperienza del cittadino/paziente, sia dell'impatto organizzativo che lo strumento dei PDTA può avere nella realtà aziendale.

Un PDTA è costituito da diversi processi assistenziali che, in relazione al numero di strutture e professionisti coinvolti, possono essere semplici od estremamente complessi. In funzione poi del suo ambito di estensione, un PDTA può essere qualificato come PDTA ospedaliero e/o PDTA territoriale. Quando un PDTA descrive il processo relativo ad un problema di salute nella sua gestione sia ospedaliera sia territoriale si parla di percorso integrato, orientato alla continuità delle cure, all'integrazione delle strutture e dei servizi ed alla completezza della presa in carico del paziente. La finalità di un PDTA è offrire un percorso integrato e di qualità per la presa in carico di una determinata tipologia di pazienti in coerenza con le prove di efficacia disponibili.

Gli obiettivi di un percorso 

  • Favorire l'accessibilità ai servizi ed alle prestazioni sanitarie e migliorare i tempi di attesa dell'appropriato iter diagnostico terapeutico, fissando standard di riferimento.
  • Ridurre le variabilità e la personalizzazione dei comportamenti e favorire l'integrazione professionale ed il coordinamento delle strutture organizzative.
  • Ottimizzare e monitorare i livelli di qualità delle cure prestate attraverso la definizione di indicatori di processo e di esito e la messa a punto di un sistema di raccolta ed analisi dei dati.
  • Migliorare gli aspetti informativi e comunicativi con i pazienti.

 

La stesura di un PDTA, pur contestualizzato in ogni realtà, deve rispondere a requisiti ben definiti per permettere un confronto oggettivo tra Organizzazioni sanitarie che trattano la stessa patologia. Per questo motivo la valutazione da Ente terzo ed indipendente dei risultati raggiunti attraverso la Certificazione di Servizio rappresenterà sempre più un'esigenza imprescindibile di trasparenza e di stimolo al miglioramento.

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